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PROVINCIA DI TRENTO

Legge Provinciale n. 8 del 21-04-1997

Per la tutela dei consumatori e degli utenti

Il Consiglio Provinciale ha approvato
Il Presidente della Giunta Provinciale
promulga la seguente legge:


ARTICOLO 1
Obiettivi
1. La Provincia autonoma di Trento, in conformità alla normativa della Comunità europea, alla legislazione statale e nell' esercizio delle proprie potestà riconosce e promuove la tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini in quanto consumatori ed utenti di beni e di servizi di godimento individuale e collettivo.
2. La Provincia autonoma di Trento persegue in particolare, anche attraverso l' adeguata consultazione delle rappresentanze dei consumatori, i seguenti obiettivi:
a) efficace protezione contro i rischi per la salute e la sicurezza del consumatore, dell' utente e dell'ambiente che lo circonda;
b) efficace protezione contro i pregiudizi recati agli interessi economici del consumatore;
c) promozione ed attuazione di una politica d' informazione, educazione e formazione del consumatore, per consentirgli autonome e consapevoli scelte e valutazioni nei rapporti con la produzione e la distribuzione;
d) tutela degli utenti dei servizi anche al fine di una rappresentazione delle loro esigenze nelle sedi in cui viene deliberata l' organizzazione dei servizi stessi;
e) promozione e sviluppo dell' associazionismo tra i consumatori e gli utenti anche attraverso l'offerta di servizi e l' accesso ai dati.

ARTICOLO 2
Comitato per i problemi di consumo e dell' utenza
1. E' istituito il comitato per i problemi del consumo e dell' utenza, composto da:a) un rappresentante della Giunta provinciale;
b) tre membri designati dalle associazioni dei consumatori ed utenti secondo i criteri stabiliti con regolamento di attuazione della presente legge;
c) un membro designato di concerto dalle associazioni provinciali delle imprese cooperative di consumo;
d) un membro in rappresentanza della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, designato in rappresentanza della produzione e della distribuzione;
e) tre membri designati dal Consiglio provinciale, con voto limitato, da scegliersi tra esperti nei settori merceologici, di igiene alimentare, di comunicazione di massa e giuridico.
2. Il comitato è nominato dalla Giunta provinciale e dura in carica cinque anni.
3. Il comitato elegge al proprio interno il presidente e il vicepresidente.
4. Dopo tre assenze consecutive e non previamente giustificate i membri del comitato decadono automaticamente. I membri decaduti vengono sostituiti con le medesime modalità di nomina originaria e durano in carica per il periodo residuo del quinquennio.
5. Svolge le funzioni si segreteria del comitato un funzionario provinciale.
6. Il comitato, entro tre mesi dalla prima seduta, approva un regolamento per il suo funzionamento con la maggioranza di due terzi dei componenti. Il regolamento, tra gli altri, disciplina i casi nei quali il comitato può fare eccezione al principio di pubblicità dei suoi lavori.
7. Ai componenti del comitato sono corrisposti i compensi stabiliti dalla normativa provinciale vigente in materia.
8. In prima applicazione il comitato è costituito entro tre mesi dall' entrata in vigore della presente legge e dura in carica fino al termine della legislatura in corso.

ARTICOLO 3
Funzione del comitato per i problemi del consumo e dell'utenza
1. Al comitato per i problemi del consumo e dell'utenza sono attribuite le seguenti funzioni:
a) formula proposte e pareri sui programmi delle iniziative, sui criteri di concessione dei contributi e sui progetti di legge connessi alla tutela dei consumatori ed utenti e alla difesa dei loro diritti; esprime inoltre pareri su ogni altra questione in materia di difesa del consumatore quando ciò sia richiesto dalla Giunta;
b) promuove, direttamente attraverso proposte alla Giunta provinciale, attività di studio, indagine e ricerca finalizzati alla realizzazione degli obiettivi di cui all' articolo 1;
c) esamina l' andamento generale dei prezzi dei prodotti e delle tariffe dei servizi e formula alla Giunta provinciale proposte di iniziative e progetti per la tutela dei consumatori;
d) formula proposte idonee a garantire la salute e la sicurezza dei consumatori e degli utenti; avanza segnalazioni alla Provincia, all' azienda provinciale per i servizi sanitari e ad eventuali altri enti competenti in materia di tutela igienica nella produzione e distribuzione dei prodotti alimentari e di controllo dell' inquinamento e promuove l'effettuazione di analisi e valutazioni comparate sulla composizione merceologica dei prodotti, sui loro standard qualitativi, sulla corretta etichettatura e pubblicità dei prodotti;
e) propone alla Giunta provinciale, d' intesa con le competenti autorità scolastiche, la realizzazione di corsi di formazione ed aggiornamento per insegnanti e studenti nonché programmi di informazione rivolti ai consumatori e agli utenti attraverso i quali rendere noti anche i risultati delle indagini e delle rilevazioni effettuate;
f) trasmette alla Giunta provinciale ed al Consiglio provinciale, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione sull' attività svolta nell' anno precedente;
g) svolge ogni altra funzione demandatagli dalla legge.
2. Per le attività di cui al comma 1 il comitato si avvale della collaborazione della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di centri ed istituti specializzati nonché di enti o associazioni con i quali la Giunta provinciale può stipulare apposite convenzioni.
3. Il comitato opera ricercando il più proficuo collegamento con gli organismi e gli uffici che presso gli enti locali della Provincia perseguono analoghe finalità . A tal fine:
a) valuta prioritariamente, nell' elaborazione dei propri programmi, le iniziative che coinvolgono gli enti locali;
b) pone la propria esperienza a disposizione degli enti locali che lo richiedono;
c) promuove la costituzione di una rete integrata di strumenti informativi nei settori di propria competenza.

ARTICOLO 4
Segnalazioni e reclami
1. Il comitato per i problemi del consumo e dell'utenza riceve segnalazioni e reclami scritti relativi alla tutela del consumatore proposti da enti, associazioni, imprese o da comitati di cittadini.
2. Il presidente del comitato esamina gli esposti ricevuti, procede alla necessaria istruttoria e li sottopone all' esame del comitato che intraprende le iniziative ritenute necessarie.

ARTICOLO 5
Obblighi di collaborazione
1. Per l' esercizio delle funzioni di cui all' articolo 3, il comitato per i problemi del consumo e dell'utenza può richiedere la collaborazione delle strutture organizzative della Provincia e di quelle dell' azienda provinciale per i servizi sanitari, nonché la consulenza di esperti nelle materie di proprio interesse.
2. Il comitato può altresì rivolgere quesiti e richiedere analisi di campione alle strutture sanitarie competenti.

ARTICOLO 6
Informazione ed educazione dei consumatori
1. Per i fini di informazione ed educazione di cui alla presente legge la Giunta provinciale sentito il comitato per i problemi del consumo e dell' utenza, approva un programma biennale di iniziative.
2. In particolare la Provincia, nell' ambito delle proprie competenze, favorisce, d' intesa con le autorità scolastiche, la realizzazione di corsi per giovani in età scolare nonché di attività di formazione degli insegnanti e di educazione permanente.
3. La Provincia cura inoltre la predisposizione dei supporti scientifici e delle attrezzature necessarie alla realizzazione delle attività di cui al comma 2, in collaborazione con gli organismi della scuola e, eventualmente, con organismi pubblici e privati specializzati.

ARTICOLO 7
Promozione delle associazioni di consumatori ed utenti
1. Al fine di promuovere l' associazionismo tra i consumatori la Provincia concede contributi alle associazioni di consumatori e utenti che operano senza fini di lucro e senza rapporti con enti economici esclusivamente nel campo delle difesa dei consumatori e degli utenti e che, statutariamente, perseguono comunque finalità rientranti nel campo della tutela degli interessi dei consumatori e utenti.
2. La Giunta provinciale, sentito il comitato per i problemi del consumo e dell' utenza, stabilisce con proprio regolamento:
a) i termini e le modalità per la presentazione delle domande di contributo, nonché la relative documentazione;
b) le tipologie ed il limite massimo di spesa ammissibile;
c) l' entità massima del contributo concedibile;
d) i criteri per l' elaborazione delle graduatorie delle richieste di contributo;
e) le modalità di erogazione delle agevolazioni,anche mediante anticipi;
f) ogni altro elemento necessario per l' attuazione della presente legge.

ARTICOLO 8
Sportello dei consumatori e degli utenti
1. La Provincia favorisce altresì la creazione di uno o più centri, denominati sportello dei consumatori e degli utenti, da parte delle associazioni di consumatori ed utenti di cui all' articolo 7, comma 1, anche in forma associata. A tal fine può concedere contributi, secondo il programma e le modalità da approvarsi, in conformità a quanto stabilito con il regolamento di cui all' articolo 7, comma 2, con deliberazione della Giunta provinciale.
2. Il centro ha i seguenti compiti:
a) informare il consumatore sui meccanismi economici e sulle possibilità di difesa dei propri interessi;
b) promuovere la costituzione di organi di arbitrato, ai sensi del codice di procedura civile, per la composizione delle controversie in materia di consumo e di utenza;
c) collaborare con le istituzioni e i rappresentanti del mondo economico al fine di tutelare e sostenere gli interessi dei consumatori ed utenti;
d) effettuare altri interventi a favore dei consumatori ed utenti.
3. La Provincia può approvare convenzioni con enti, associazioni o cooperative per la gestione di attività previste dalla presente legge e in particolare per l' apertura degli sportelli di cui al presente articolo.

ARTICOLO 9
Abrogazione di norme
1. Sono abrogati gli articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 6 della legge provinciale 3 gennaio 1983, n. 3, (Tutela ed orientamento dei consumatori e disciplina delle vendite presentate come occasioni particolarmente favorevole per gli acquirenti).
2. Gli atti conseguenti agli impegni di spesa assunti prima dell' entrata in vigore della presente legge sono definiti secondo le procedure previste dalla legge provinciale richiamata al comma 1.

ARTICOLO 10
Autorizzazioni di spesa
1. Per i fini di cui agli articoli 3, comma 2, 6 e 8, comma 3, è autorizzata la spesa di lire 20.000.000 di lire a carico dell' esercizio finanziario 1997. Per gli esercizi successivi sarà disposto annualmente apposito stanziamento con legge di bilancio.

ARTICOLO 11
Riferimento delle spese e copertura degli oneri
1. Agli oneri di cui agli articoli 7 e 8, comma 1, si fa fronte con le autorizzazioni di spesa già disposte per i fini di cui all' articolo 4 della legge provinciale 3 gennaio 1983, n. 3 (capitolo 47415).
2. Per il triennio 1997- 1999 alla copertura delle nuove o maggiori spese derivanti dall'applicazione della presente legge si provvede secondo le modalità previste nell' allegata tabella A.

ARTICOLO 12
Variazione di bilancio
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per l' esercizio finanziario 1997 e bilancio pluriennale 1997- 1999 di cui agli articoli 2 e 5 della provinciale 3 febbraio 1997, n. 3, sono introdotte le variazioni di cui all' allegata tabella B.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia
Trento, 21 aprile 1997

TITOLO DEDOTTO
Copertura degli oneri (art. 11 comma 2) e variazioni di bilancio (art. 12)


PROVINCIA DI TRENTO

Legge Provinciale n. 3 del 3-01-1983

Tutela ed orientamento dei consumatori e disciplina
delle vendite presentate come occasioni
particolarmente favorevoli per gli acquirenti

Il Consiglio Provinciale ha approvato
Il Presidente della Giunta Provinciale
promulga la seguente legge:


TITOLO I
Osservatorio provinciale dei prezzi,
tutela e orientamento dei consumatori

ARTICOLO 1 ABROGATO
Osservatorio provinciale dei prezzi
Nell' ambito dei fini di cui alla legge provinciale 2 giugno 1980, n. 15, nel rispetto della vigente legislazione dello Stato e fatta salva l' emanazione delle leggi di riforma del sistema di controllo dei prezzi, viene attivato, nell' ambito della segreteria del Comitato provinciale prezzi, un osservatorio provinciale dei prezzi finalizzato all' acquisizione di elementi di conoscenza sulla struttura produttiva e distributiva provinciale, sul grado di interrelazione di questa con l'economia nazionale, sulle tecniche e tecnologie di produzione e distribuzione, al fine di determinare, a scopo conoscitivo, i sistemi di formazione dei prezzi e servizi nei rispettivi mercati e settori.
A tal fine, ed in particolare per le analisi e le ricerche, possono essere utilizzati anche i dati forniti e le elaborazioni svolte dagli uffici di statistica, dai Comuni, dalla Camera di commercio, nonché dai servizi della Provincia competenti in materia di commercio, turismo, industria, agricoltura e artigianato.
L' osservatorio provinciale dei prezzi è attivato sulla base di un programma annuale approvato dal Comitato provinciale dei prezzi entro il mese di novembre dell' anno precedente sentita la Commissione provinciale consultiva dei prezzi.

ARTICOLO 2 ABROGATO
Tutela e orientamento dei consumatori
In relazione alle esigenze di pubblico interesse connesse alla tutela ed orientamento dei consumatori - anche sulla base degli elementi di conoscenza acquisiti a norma del precedente articolo - il Comitato provinciale prezzi formula alla Giunta provinciale motivate proposte affinché provveda ad informare il pubblico, nei modi ritenuti idonei, sulla qualità dei prodotti e servizi offerti e relativi prezzi.
Il Comitato può altresì proporre alla Giunta provinciale interventi diretti a migliorare l'efficienza produttiva e distributiva del sistema economico provinciale allo scopo di contrastare la tendenza al rialzo dei prezzi.
Ai fini suddetti possono rivolgersi al Comitato le associazioni dei consumatori, la cooperazione di consumo, le associazioni sindacali e di categoria, gli enti locali ed i singoli cittadini, qualora ritengano che i prezzi richiesti per un bene o un servizio non siano corrispondenti alla qualità o quantità fornite.
Il Comitato provinciale prezzi ha facoltà di svolgere indagini sulla qualità dei prodotti.

ARTICOLO 3 ABROGATO
Attività di informazione
Per l' attuazione dell' attività di cui al precedente articolo 2, la Giunta provinciale può avvalersi di apporti esterni da definire tramite apposite convenzioni.

ARTICOLO 4 ABROGATO
Associazioni dei consumatori
Al fine di promuovere l' associazionismo tra i consumatori inteso a favorire la partecipazione degli utenti al controllo dei prezzi, la Giunta provinciale può concedere alle associazioni provinciali di consumatori, aventi personalità giuridica, ai sensi della legge 11 marzo 1972, n. 188, od a sezioni provinciali di associazioni nazionali, contributi per la realizzazioni di progetti di attività finalizzati al controllo dei prezzi ed all'orientamento dei consumatori, purché ritenuti dal Comitato provinciale prezzi in armonia con gli obiettivi che informano la propria attività in applicazione anche delle disposizioni recate dal presente titolo.
La Giunta provinciale determina la misura del contributo per ogni associazione, sentito il Comitato provinciale prezzi, sulla base di indici di efficacia dei singoli progetti, della loro compatibilità con altre iniziative e dell'entità delle risorse delle associazioni.
In relazione alle domande presentate dalle associazioni nel mese di gennaio di ogni anno, la Giunta provinciale adotta, entro il mese successivo, un piano delle agevolazioni secondo priorità da stabilire in relazione ai predetti indici e compatibilità comunque entro l'ammontare delle spese autorizzate.
Le domande devono essere corredate dalla seguente documentazione:
1) il progetto di attività con l' indicazione del piano finanziario, dei tempi di realizzazione e degli elementi per la determinazione degli indici di efficacia secondo indicazioni elaborate dal servizio della Provincia competente in materia di commercio;
2) i bilanci preventivi e consuntivi approvati a termini degli statuti delle singole associazioni, contenenti le previsioni o le risultanze finanziarie dei progetti.
Le associazioni sono tenute a dare informazioni al servizio della Provincia competente in materia di
commercio in ordine alla data di inizio della fasi di realizzazione del progetto e dello stato di attuazione dello stesso trasmettendo, ogni trimestre, una relazione analitica ove sono evidenziati i costi sostenuti ed i risultati conseguiti.
I contributi sono erogati in più soluzioni secondo le indicazioni recate dal provvedimento di concessione, comunque previa presentazione delle relazioni trimestrali ed in misura proporzionale alle spese pagate e documentate rispetto a quelle ammesse.
La quota finale di contributo è erogata su presentazione di una relazione analitica della realizzazione del progetto, della documentazione delle spese pagate, previo parere favorevole del Comitato provinciale prezzi.
Qualora i progetti di attività risultino attuati parzialmente o realizzati in maniera difforme dalle previsioni iniziali a seguito di specifici accertamenti o della verifica delle risultanze contenute nei bilanci consuntivi, il contributo è ridotto, rispettivamente revocato, dalla Giunta provinciale.

ARTICOLO 5 ABROGATO
Norma transitoria
Nella prima applicazione della presente legge, le domande di contributo, di cui al terzo comma del precedente articolo 4, possono essere presentate entro novanta giorni dall' entrata in vigore della presente legge.

ARTICOLO 6 ABROGATO
Norma transitoria
La Giunta provinciale è autorizzata a rimborsare alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento le spese inerenti l'attività di informazione per i consumatori attuata nell'ambito della segreteria del Comitato provinciale prezzi, disposte anteriormente all' entrata in vigore della presente legge, mediante integrazione della convenzione di cui all' articolo 4 della legge provinciale 2 giugno 1980, n. 15.

ARTICOLO 7
All' articolo 2 della legge provinciale 2 giugno1980, n. 15, è aggiunto il punto i) con la seguente dizione:
" i) tre rappresentanti delle associazioni dei consumatori operanti sul territorio provinciale.".

TITOLO II
Disciplina delle vendite presentate
come occasioni particolarmente favorevoli
per gli acquirenti


ARTICOLO 8
Vendite presentate al pubblico come occasioni particolarmente favorevoli
Le vendite di liquidazione, speciali, di saldi, di fine stagione, di realizzo, di rimanenze di
magazzino, con sconti o ribassi, a prezzi scontati o ribassati e tutte le altre che, con sinonimi,
comparativi, superlativi o altri nomi di fantasia, vengono presentate come occasioni particolarmente favorevoli per gli acquirenti sono regolate dal presente titolo.
Nelle vendite di cui al precedente comma il riferimento, nella presentazione della vendita o nella pubblicità, a fallimento, a procedure fallimentari e simili, anche come termine di paragone, è vietato.
Le disposizioni del presente titolo non si applicano alle vendite disposte dall' autorità giudiziaria a seguito di esecuzione forzata.
E' vietato in ogni altra ipotesi, l'uso della dizione "vendite fallimentari".

ARTICOLO 9
Delega alla Camera di commercio
Fino a quando non sarà diversamente disposto, le funzioni amministrative concernenti l'applicazione del presente titolo sono esercitate - per delega della Provincia - dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento.
La Giunta provinciale può emanare direttive per l'esercizio delle funzioni amministrative delegate.
In caso di inerzia dell' ente delegato la Giunta provinciale può invitare lo stesso a provvedere entro un congruo termine decorso il quale, al compimento del singolo atto, provvede direttamente la Giunta stessa.

ARTICOLO 10
Vendite di liquidazione
Sono considerate vendite di liquidazione quelle forme di vendita al pubblico con le quali chiunque, munito della prescritta autorizzazione per la vendita al dettaglio, cerca di esitare in breve tempo tutte le proprie merci, o gran parte di esse, presentando al pubblico la vendita come occasione particolarmente favorevole in conseguenza delle seguenti circostanze:
1) cessazione dell' attività commerciale o chiusura di una succursale dell' azienda;
2) cessione o affitto dell' azienda o di una sua succursale;
3) trasferimento dell' azienda in altri locali;
4) ristrutturazione dell' azienda, intendendosi per tale la trasformazione o l' ampliamento dei locali o il rinnovo dell' attrezzatura che comunque comporti
la chiusura dell' esercizio per almeno quindici giorni;
5) cessazione della vendita di determinate merci a seguito di rinuncia di una o più tabelle merceologiche.
Le vendite di liquidazione sono autorizzate, con provvedimento definitivo, dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento.

ARTICOLO 11
Domanda di autorizzazione
Al fine di ottenere l' autorizzazione ad effettuare una vendita di liquidazione l' interessato deve dimostrare la sussistenza di almeno una delle circostanze indicate nel precedente articolo 10, producendo rispettivamente i seguenti documenti:
1) per la cessazione dell' attività commerciale o per la chiusura di una succursale dell' azienda: copia dell' atto di rinuncia all' autorizzazione amministrativa per la vendita al dettaglio presentata al Comune competente;
2) per la cessione o l'affitto dell'azienda o di una sua succursale: copia dell' atto pubblico o della scrittura privata registrata; la relativa vendita di liquidazione potrà essere effettuata dal cedente o dal locatore oppure, in alternativa, dal cessionario o dall' affittuario; questi ultimi, tuttavia potranno effettuare la predetta vendita soltanto entro i primi sessanta giorni dalla data di consegna dell'esercizio di vendita da parte del cedente o del locatore;
3) per il trasferimento dell' azienda in altri locali:
copia dell' autorizzazione rilasciata a tal fine dal Comune competente ovvero, qualora essa non sia necessaria, copia della comunicazione che dovrà essere trasmessa al Comune in via preventiva;
4) per la ristrutturazione dell'azienda: copia dei progetti dei lavori e della concessione edilizia, ove necessari, ovvero copia dei preventivi di spesa, nonché copia della lettera con la quale l' interessato comunica al Comune il periodo durante il quale intende effettuare la chiusura dell' esercizio che, in ogni caso, dovrà iniziare entro il mese successivo alla vendita di liquidazione;
5) per la rinuncia ad una o più tabelle merceologiche:
copia dell' atto di rinuncia presentata al Comune competente. Il richiedente deve indicare nella domanda di autorizzazione:
a) l'ubicazione dei locali in cui intende effettuare la vendita;
b) la data di inizio della vendita e la sua durata;
c) le merci poste in vendita distinte per voci merceologiche, con l' indicazione della quantità e del prezzo praticato per le stesse merci prima della vendita di liquidazione;
d) la misura dei ribassi praticati per le merci o per i gruppi di merci posti in vendita.
Alla domanda di autorizzazione devono essere allegati, oltre alla documentazione di cui al primo comma, i testi delle dichiarazioni pubblicitarie relative alla vendita di liquidazione.
Nei casi previsti dai numeri 1), 3) e 5) del primo comma, le autorizzazioni per la vendita al dettaglio rilasciate ai sensi delle leggi vigenti mantengono la loro validità per la durata della vendita di liquidazione.

ARTICOLO 12
Termini e modalità di presentazione della domanda
Le domande intese ad ottenere l' autorizzazione ad effettuare una vendita di liquidazione debbono essere presentate alla Camera di commercio almeno quindici giorni prima della data di inizio della vendita unitamente alla documentazione di cui al precedente articolo.
Le domande, nonché i testi delle dichiarazioni pubblicitarie, debbono essere presentate in duplice copia. Una copia viene trasmessa dalla Camera di commercio al Comune competente per territorio.

ARTICOLO 13
Divieto di rifornimento di merci
A decorrere dall' inizio delle vendite di liquidazione è vietato introdurre nei locali e pertinenze del punto vendita interessato ulteriori merci del genere di quelle per le quali viene effettuata la vendita di liquidazione. Il divieto di rifornimento riguarda sia le merci acquistate sia quelle concesse in conto deposito. Le vendite di liquidazione sono autorizzate per qualsiasi periodo dell' anno e per una durata non superiore a otto settimane, prorogabili fino a tredici in caso di comprovata necessità. Fermo quanto disposto dal capo IV del presente titolo, la pubblicità delle vendite di liquidazione dovrà contenere in ogni caso la dizione " vendita di liquidazione" e la motivazione per cui essa è stata autorizzata.
E' vietato effettuare le vendite di liquidazione con il sistema del pubblico incanto.

ARTICOLO 14
Vendite di fine stagione
Per vendite di fine stagione o saldi si intendono le vendite di prodotti di carattere stagionale, di articoli di moda ed in genere di quei prodotti che siano comunque suscettibili di notevole deprezzamento se non vengano esitati durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo.

ARTICOLO 15
Periodi di effettuazione delle vendite di fine stagione.
Comunicazione alla Camera di commercio
Le vendite di fine stagione o saldi, che devono essere presentate al pubblico come tali, possono essere effettuate solamente nei periodi compresi tra l' 1 gennaio ed il 15 febbraio e rispettivamente tra il 15 luglio ed il 31 agosto, e comunque per una durata non superiore a 30 giorni. Nei comuni ad economia turistica estiva o invernale definiti ai sensi della normativa concernente l' orario dei negozi, le predette vendite possono svolgersi in periodi diversi, determinati annualmente dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento. Al di fuori dei suddetti periodi, nessuna vendita può essere presentata come vendita di fine stagione o saldi. La ditta interessata è tenuta a darne comunicazione alla Camera di commercio almeno quindici giorni prima, indicando l'ubicazione dei locali in cui intende effettuare la vendita, la data di inizio della vendita e la sua durata, la misura dei ribassi praticati per le merci o per i gruppi di merci posti in vendita, nonché i testi pubblicitari. La comunicazione di cui al precedente comma deve essere presentata in duplice copia. Una copia viene trasmessa dalla Camera di commercio al Comune competente per territorio.

ARTICOLO 16
Vendite promozionali periodi di effettuazione e comunicazione alla Camera di commercio
Le vendite promozionali, con sconti, ribassi e simili, che vengono presentate al pubblico come occasioni favorevoli di acquisto, possono essere effettuate esclusivamente durante i periodi compresi tra l'1 marzo ed il 15 giugno ed inoltre tra il 15 settembre e l'1 dicembre di ogni anno per tutte le merci comprese nell' autorizzazione di esercizio.
Nei comuni ad economia turistica estiva o invernale definiti ai sensi della normativa concernente l'orario dei negozi, le predette vendite possono svolgersi in periodi diversi, determinati annualmente dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento.
In ogni esercizio di vendita potrà essere effettuato un numero imprecisato di vendite promozionali senza superare, tuttavia, il periodo complessivo di sessanta giorni nell' arco dell' anno solare.
L'azienda commerciale, che intende effettuare una vendita prevista dal presente articolo, deve darne comunicazione alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura con almeno quindici giorni di anticipo rispetto all' inizio della vendita medesima, allegando i testi pubblicitari ed indicando la durata della manifestazione.
Non sono disciplinate dal presente capo le vendite promozionali effettuate dalle ditte produttrici.

ARTICOLO 17
Pubblicità e accertamento dei prezzi
La pubblicità che faccia diretto o indiretto riferimento ai prezzi e, contestualmente, all' occasione favorevole d' acquisto, non potrà in ogni caso essere generica, ma dovrà indicare anche l' entità o la percentuale dello sconto o del ribasso che sarà effettuato, rispetto ai normali prezzi di vendita praticati dal venditore prima dell' inizio della manifestazione pubblicitaria.
I normali prezzi di vendita al dettaglio, praticati dal venditore prima dell' inizio di qualsiasi tipo di vendita disciplinata dal presente titolo, possono essere accertati dagli organi di vigilanza anche con apposite ispezioni all'interno dei negozi al fine di permettere il controllo sulla veridicità delle asserzioni pubblicitarie di cui al terzo comma del successivo articolo.
La presente legge non si applica alla pubblicità effettuata esclusivamente all' interno dei punti di vendita purché la stessa non sia visibile dall' esterno.

ARTICOLO 18
Asserzioni pubblicitarie e indicazione del prezzo
Le asserzioni pubblicitarie, relative alle vendite disciplinate dal presente titolo, devono essere presentate graficamente in modo non ingannevole per il consumatore, e devono contenere gli estremi delle autorizzazioni o delle comunicazioni previste dal presente titolo, nonché la durata della vendita stessa.
Durante le vendite disciplinate dal presente titolo il venditore ha l'obbligo di indicare, secondo le norme vigenti in materia di pubblicità dei prezzi, oltre al normale prezzo di vendita di cui al precedente articolo, anche l' entità dello sconto o del ribasso praticato, scegliendo uno dei seguenti sistemi:
1) cartellino con doppio prezzo di vendita;
2) percentuale da applicarsi sul normale prezzo di vendita.
Il venditore deve essere in grado di dimostrare la veridicità di qualsiasi asserzione pubblicitaria relativa sia alla composizione merceologica e alla qualità delle merci vendute, sia agli sconti o ribassi dichiarati.
Se nella pubblicità non sono specificate le merci cui si riferiscono lo sconto o il ribasso, lo sconto o il ribasso medesimi si applicano su tutte le merci.

ARTICOLO 19
Separazione delle merci
Le merci offerte nelle vendite regolate dal presente titolo debbono essere separate in modo chiaro ed inequivocabile da quelle che eventualmente siano contemporaneamente poste in vendita alle condizioni ordinarie; se tale distinzione non è possibile, queste ultime non potranno essere offerte in vendita.
Qualora per una stessa voce merceologica si pratichino prezzi di vendita diversi in rapporto alla varietà degli articoli che rientrano in tale voce, nella pubblicità deve essere indicato il prezzo più basso e quello più alto escludendo indicazioni generiche. Se viene indicato un solo prezzo, tutti gli articoli che rientrano nella voce merceologica reclamizzata devono essere venduti a tale prezzo.
Per merci offerte in vendita a " prezzo di costo" o " sottocosto", si intendono quelle il cui prezzo di vendita è rispettivamente uguale o inferiore a quello risultante dalla fattura di acquisto, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto.

ARTICOLO 20
Esaurimento delle merci e vendita per corrispondenza
I prezzi pubblicizzati debbono essere praticati nei confronti di tutti i compratori, senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di prodotti, fino ad esaurimento delle merci che formano oggetto della vendita. L'esaurimento delle merci durante il periodo fissato per la vendita deve essere portato a conoscenza del pubblico con avviso ben visibile da esporre all'esterno dei locali di vendita. Gli organi di vigilanza possono controllare se le scorte sono effettivamente esaurite.
Le vendite disciplinate dal presente titolo debbono essere effettuate durante l' orario di apertura dei negozi.
Le comunicazioni alla Camera di commercio previsti agli articoli 15, secondo comma, e 16, quarto comma, non sono necessarie nel caso di vendita per corrispondenza su catalogo a norma delle leggi vigenti.

ARTICOLO 21
Vigilanza
I funzionari della Camera di commercio, muniti di apposita tessera di riconoscimento, e gli altri organi vigilanza hanno facoltà di accedere agli esercizi di vendita per effettuarvi qualsiasi controllo inerente all' applicazione del presente titolo. A tal fine essi possono avvalersi della collaborazione di periti od esperti iscritti nell' apposito ruolo tenuto presso la Camera di commercio o, in mancanza di altri esperti nei settori di volta in volta interessati. I periti ed esperti di cui al precedente comma debbono essere muniti, oltre che di un documento di riconoscimento, di una lettera di incarico rilasciata dalla Camera di commercio, dalla quale risulti la ditta nei cui confronti si esercitano i controlli.
ARTICOLO 22
Prodotti per l'alimentazione e per l'igiene della persona e della casa
Le disposizioni del presente titolo non si applicano alle vendite al dettaglio dei prodotti dell'alimentazione e dei prodotti per l'igiene della persona e della casa.
Qualsiasi pubblicità riguardante i prezzi dei prodotti di cui al primo comma, con qualsiasi mezzo effettuata, deve in ogni caso contenere: il genere, il tipo, la marca ove esista, il peso o contenuto netto ed il prezzo.

ARTICOLO 23
Sanzioni amministrative
Chiunque violi le disposizioni contenute nel presente titolo è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 600.000 a Lire 6.000.000 per le vendite di liquidazione, da Lire 300.000 a Lire 3.000.000 per le vendite di fine stagione, da Lire 150.000 a Lire 1.500.000 per tutte le altre forme di vendita e per le violazioni delle norme dell' articolo 22.
Nei casi di recidiva il Sindaco, su segnalazione della Camera di commercio, dispone la chiusura del punto di vendita per un periodo non superiore ai venti giorni.
Nel caso di ulteriore recidiva nell'effettuazione di una vendita di liquidazione senza la preventiva autorizzazione il Sindaco, su segnalazione della Camera di commercio, dispone la revoca dell'autorizzazione amministrativa per la vendita al dettaglio.
In ogni caso il Sindaco dispone la rimozione immediata, a spese del trasgressore, della pubblicità non veritiera o comunque non conforme alle disposizione del presente titolo.
Le sanzioni pecuniarie di cui al primo comma sono irrogate dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento, secondo le disposizioni previste dalla legge 24 novembre 1981, n.689.
Le somme introitate a titolo di sanzione verranno versate dalla Camera di commercio, alla fine di ogni anno e comunque non oltre il 31 gennaio dell'anno successivo, alla Tesoreria provinciale, per essere introitate nel bilancio della Provincia.

ARTICOLO 24
Rimborso spese
Ai fini del rimborso delle spese per l'esercizio delle funzioni delegate del presente titolo si applicano le disposizioni recate dall'articolo 9 della legge provinciale 2 giugno 1980, n. 15, intendendo sostituita la legge provinciale 27 ottobre 1977, n. 25, con il titolo secondo della presente legge.

ARTICOLO 25
Disposizioni abrogate
Dalla data di entrata in vigore della presente legge è abrogata la legge provinciale 27 ottobre1977, n.25, e successive modificazioni, nonché ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge.
ARTICOLO 26
I piani comunali previsti dalle leggi 11 giugno 1971, n. 426, e 19 maggio 1976, n. 398, vigenti all'entrata in vigore della presente legge sono prorogati fino all'entrata in vigore della nuova legge di disciplina del settore commerciale e comunque non oltre il 31 dicembre 1983.
Eventuali modifiche potranno essere apportate ai predetti piani nel rispetto dei criteri stabiliti dalla Giunta provinciale.


TITOLO III
Disposizioni finanziarie

ARTICOLO 27
Rinvio delle autorizzazioni di spesa
Per l' attuazione delle disposizioni recate dagli articoli 1, 2, 3 e 6, nonché per la concessione dei contributi di cui all' articolo 4, si provvede con successiva legge autorizzativa di spesa.
La presente legge entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia.
Trento, 3 gennaio 1983

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