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I termini e le scadenze della nostra vita quotidiana

Il nucleo familiare moderno è un po' come una azienda, tante sono le regole fiscali e burocratiche a cui è necessario attenersi; ed ancora di più ce ne saranno in futuro, perché lo stato ha ormai ben compreso che le vere aziende sono sempre più difficili da individuare e tassare, in quanto dispongono di molti mezzi, per eludere o ritardare i controlli; le persone invece non scappano mai, ed è molto più semplice ispezionare un padre di famiglia che la XXX SpA.

Inoltre può succedere con molte pubbliche amministrazioni o con aziende che forniscono servizi, di essere costretti a dover dimostrare l'avvenuto pagamento per non rischiare di incorrere in more e sanzioni. Si tratta di un sopruso, ma può essere conveniente per il cittadino dare prova di efficienza per evitare spiacevoli strascichi.

Detto questo possiamo cominciare a fare una piccola distinzione tra ciò che va conservato per sempre e ciò che si può eliminare dopo qualche anno.

    Si conservano per sempre:
  • Gli Atti notarili in genere, ed assolutamente:
  • Gli Atti di compravendita di case e terreni e tutto ciò che modifica il regime delle proprietà immobiliari
  • Gli Atti di matrimonio, di separazione e tutto ciò che riguarda variazioni del nostro stato giuridico
  • Le ricevute di versamento dei contributi previdenziali INPS
  • I contratti di affitto
  • Gli atti di mutuo e le ricevute di pagamento delle rate
  • Le ricevute delle spese condominiali
  • I referti medici (ricoveri - analisi - radiografie ecc…)

    Si conservano per almeno dieci anni:
  • Le ricevute di pagamento dell'abbonamento TV
  • Le bollette dei telefoni cellulari
  • Le ricevute di tasse, tributi e utenze pubbliche (nettezza urbana - acquedotto…)

    Si conservano per almeno cinque anni:
  • Le bollette/fatture di utenze private (energia elettrica - gas - telefono fisso…)
  • Le ricevute di pagamento dei canoni di affitto e locazione
  • Le ricevute dei pagamenti rateali (la prescrizione è di 5 anni dalla scadenza di ogni rata)
  • Le ricevute fiscali, le copie dei bonifici bancari, le fatture e tutta la documentazione relativa a ristrutturazioni che godono della detrazione d'imposta del 41% o 36%
  • Le ricevute di pagamento dei premi di assicurazione utilizzate per detrazioni d'imposta o deduzione del reddito devono essere conservate per 5 anni insieme alla relativa dichiarazione (730 - unico)

    Si conservano per almeno tre anni:
  • Il bollo auto e le relative ricevute di pagamento, che è sempre meglio effettuare presso gli uffici dell'ACI
  • Le ricevute di pagamento di multe per infrazioni al codice della strada e le comunicazioni riguardanti i punti patente
  • Le parcelle/fatture di liberi professionisti (avvocati-notai…)
  • Le cambiali devono essere conservate per tre anni dopo il pagamento

    Si conservano per almeno ventisei mesi:
  • scontrini ricevute e fatture di acquisto di beni di consumo ai fini del diritto di garanzia.

    Si conservano per almeno sei mesi:
  • le fatture di alberghi e ristoranti.

Questi sono i limiti di tempo minimi, ma bisogna tenere presente che lo stato ha la facoltà di prorogare i termini per approfondire i controlli fiscali, ed a volte anche le aziende private tentano di approfittare della buona fede dei clienti. Quindi la saggezza consiglia di raddoppiare tutti questi periodi.
Ricordiamo inoltre che stiamo andando verso un mondo che si basa sempre più su operazioni a distanza impostate su flussi elettronici, quindi una bella raccolta di vecchi contratti e bollette varie tra qualche anno potrebbe diventare anche un oggetto di antiquariato.

    Inoltre teniamo presente che ci sono:
  • 60 giorni per contestare un estratto conto bancario.
  • Cinque anni dalla scadenza per richiedere il rimborso dei titoli di stato e i relativi interessi.
  • Due anni, per richiedere risarcimenti derivanti da danni RC auto ed un anno negli altri casi.
  • Sette giorni di calendario per recedere da un contratto di acquisto firmato fuori dai locali commerciali, senza penali e senza dover indicare il motivo.
  • Dieci giorni lavorativi dal ricevimento dei beni per recedere senza penali e senza dover indicare il motivo da un contratto di vendita a distanza (TV o internet o per posta).
  • Quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di vendita a distanza o on line di servizi finanziari senza penali e senza dover indicare il motivo, il termine passa a Trenta giorni quando si tratta di un contratto di assicurazione vita

20 giugno 2005
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