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Manuale di sopravvivenza del Consumatore

4/Le Garanzie sui beni di consumo

Buongiorno e benvenuti alla quarta pagina del manuale di sopravvivenza del consumatore; questa parte prenderà in considerazione un argomento importantissimo, e cioè la garanzia sui beni di consumo acquistati dai consumatori. Fino al marzo 2002 la garanzia riconosciuta in Italia per questi acquisti era di appena un anno sui beni nuovi, ed era a carico dal produttore e non dal venditore. Non era assolutamente prevista una salvaguardia sui beni usati tranne in qualche raro caso; e per ottenere tutele più lunghe, nel campo degli elettrodomestici e delle auto nuove era in uso sottoscrivere delle particolari forme di assicurazione, che in certi casi davano buoni risultati, ed in altri erano denari buttati al vento.
Ovviamente, questo prolungamento del periodo garantito, e tutti gli altri accorgimenti, utili a tutelare il consumatore in maniera nuova e più profonda rispetto alla situazione precedente, non sono frutto di riflessioni del nostro povero (di cultura e civiltà) parlamento, ma di una direttiva dell’Unione Europea, che ha costretto i nostri deputati e senatori a portare i cittadini italiani un altro passo più vicino alla civiltà.

La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 25 maggio 1999 n.1999/44/CE, ha infatti come scopo il riavvicinamento delle disposizioni degli stati dell’Unione relative a taluni aspetti della vendita e delle garanzie concernenti i beni di consumo, al fine di garantire a tutti i consumatori europei la certezza di uno stesso trattamento ovunque nell’Unione essi vadano ad acquistare un bene o un servizio. Ancora una volta il Legislatore Europeo ha sottolineato due principi giuridici fondamentali: 1) - la legge non è uguale per tutti (per i consumatori vigono norme diverse rispetto agli imprenditori ed ai professionisti). 2) - la certezza del diritto è un fatto che ormai in molti campi supera le frontiere degli stati membri e diviene continentale (il prossimo grande passo, a cui i giuristi stanno lavorando da anni sarà il contratto europeo).

Le opportunità di effettuare acquisti dovunque nell’UE risultano ora molto più agevoli, in quanto il provvedimento ha posto un livello minimo uniforme circa le garanzie che spettano ai consumatori acquirenti di beni di consumo. Inoltre, questa base minima uniforme, elimina anche alcune distorsioni della concorrenza tra venditori comunitari di stati diversi. Ancor di più queste norme sono valide ed operanti per gli acquisti compiuti all’interno dello stesso paese, e per noi cittadini italiani hanno significato un notevole passo avanti.

È nato così il Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n.24, Attuazione della direttiva 1999/44/CE su taluni aspetti della vendita e delle garanzie sui beni di consumo.(Gazzetta Ufficiale N. 57 del 8 Marzo 2002), che, all’interno del Libro IV del Codice Civile (Delle obbligazioni), introduce una serie di nuovi articoli (da 1519-bis a 1519-nonies), che regolano il nuovo regime.

Il primo punto su cui occorre essere chiari è la data di entrata in vigore della normativa; una legge o un atto avente forza di legge, se non diversamente specificato, entra in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione, ma l’art. 2 del d.lgs. in questione specifica che: A. Le disposizioni di cui all'articolo n.1 non si applicano alle vendite dei beni e ai contratti equiparati per i quali la consegna al consumatore sia avvenuta anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. (pubblicazione in G.U. 08/03/2002, quindi entrata in vigore 23/03/2002). B. Fino al 30 giugno 2002, le disposizioni di cui all'articolo 1519-septies del codice civile, introdotto dall'articolo 1 del presente decreto, non si applicano ai prodotti immessi sul mercato prima della data di entrata in vigore del presente decreto.
Riassumendo possiamo così sintetizzare:

1 – tutto ciò che è stato acquistato e consegnato prima del 23 marzo 2002 ricade nella precedente normativa (i.e. un solo anno di garanzia se bene nuovo).
2 – i beni acquistati tra il 23 marzo ed il 30 giugno 2002 ricadono nella vecchia normativa se erano già sul mercato prima del 23 marzo, mentre godono delle nuove norme se sono stati immessi sul mercato successivamente.

3 – dal 30 giugno 2002 tutti i beni di consumo godono della nuova normativa senza eccezioni.

È evidente la scarsa lucidità con cui è stata organizzata l’entrata in vigore di questo decreto, e sono molte le richieste di chiarimento che ho già ricevuto. Il mio consiglio è quello di rivolgersi agli uffici di una Associazione per la difesa dei consumatori con tutta la documentazione necessaria per poter esaminare il singolo caso.

Proseguendo nell’esame della legge si può vedere come il legislatore, nel primo articolo della serie, il 1519bis, si sia preoccupato di circoscrivere con una certa precisione l’ambito della normativa ed abbia fornito alcune definizioni di riferimento:

- “ai contratti di vendita sono equiparati i contratti di permuta e di somministrazione nonché quelli di appalto, di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre.”

- “consumatore: qualsiasi persona fisica che, nei contratti di cui al comma primo, agisce per scopi estranei all'attività' imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”;

- “venditore: qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, utilizza i contratti di cui al comma primo”;

- “produttore: il fabbricante di un bene di consumo, l'importatore del bene di consumo nel territorio della Unione europea o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene di consumo il suo nome, marchio o altro segno distintivo”;

- “garanzia convenzionale ulteriore: qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore, assunto nei confronti del consumatore senza costi supplementari, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene di consumo, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità”;

- “riparazione: nel caso di difetto di conformità, il ripristino del bene di consumo per renderlo conforme al contratto di vendita”.

- “beni di consumo: qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, tranne:
1) i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie, anche mediante delega ai notai;
2) l'acqua e il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantità determinata;
3) l'energia elettrica;”

Il cambiamento epocale, rispetto alla normativa già in vigore in Italia, sta probabilmente nel fatto che il responsabile, che deve essere chiamato in causa dal consumatore in caso di difetti o guasti è il venditore. Quindi è finita la vecchia storia per cui chi vendeva un bene non aveva più alcuna responsabilità nel momento stesso in cui il bene usciva dal suo negozio. Ora il Codice Civile ci dice che l’obiettivo delle nostre rimostranze, in mancanza di ulteriori garanzie convenzionali che ci precisino quale sia il soggetto incaricato di provvedere in caso di necessità, sarà solo e soltanto il venditore. Sarà poi lui che si rivolgerà al produttore per farsi rimborsare se lo vorrà. In teoria quindi non è nemmeno più necessario che all’atto dell’acquisto ci venga fornita una cosiddetta garanzia convenzionale, perché basterebbero lo scontrino o la fattura ed il testo degli articoli del C.C. per ottenere ragione, tanto più che è nullo ogni patto di limitazione della garanzia o qualsiasi clausola che preveda l’applicazione al contratto di un diritto extra UE che abbia l’effetto di privare il consumatore di questa protezione. Aldilà della teoria è comunque sempre bene pretendere una garanzia scritta e chiara, che soprattutto indichi quali sono i soggetti incaricati di fornire le prestazioni in caso di malfunzionamento o rottura, e controllare poi che corrisponda o sia migliorativa rispetto alla legge. Se la garanzia fosse poi irregolare non preoccupatevi, nessuno può darvi di meno di quanto prescritto ed una qualunque Associazione per la difesa dei consumatori saprà aiutarvi.

Tra gli altri concetti innovativi introdotti dal d.lgs. 2 febbraio 2002, n.24 possiamo ancora ricordare l’estensione della garanzia sui beni nuovi fino a due anni, e almeno fino a dodici mesi per quelli usati.
Il consumatore decade dai suoi diritti se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. La denuncia non e' necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del difetto o l'ha occultato.
Salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità.

Viene introdotto il concetto di “difetto di conformità del bene”, ed il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita. Si presume che i beni siano conformi se coesistono le seguenti circostanze:
1 sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo.
2 sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello.
3 presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull'etichettatura.
4 sono altresì idonei all'uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

Viene introdotto il concetto di “difetto di conformità del bene”, ed il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita. Si presume che i beni siano conformi se coesistono le seguenti circostanze:
1 sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo.
2 sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello.
3 presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull'etichettatura.
4 sono altresì idonei all'uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

Attenzione, ora anche la pubblicità e le etichette assumono una importanza fondamentale.

Il difetto di conformità che deriva dall'imperfetta installazione del bene di consumo e' equiparato al difetto di conformità del bene quando l'installazione e' compresa nel contratto di vendita ed e' stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità. Tale equiparazione si applica anche nel caso in cui il prodotto, concepito per essere installato dal consumatore, sia da questo installato in modo non corretto a causa di una carenza nelle istruzioni.
Il difetto è da escludersi se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ignorarlo con l'ordinaria diligenza o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.

Il venditore e' dunque responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto
-al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, e quindi non dovrebbe neppure pagare le spese postali in caso di spedizione, ovvero
-ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto.

Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all'altro.

Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.
Il consumatore può richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni:
a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo;
c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.

Senza approfondire molto si può dire che queste sono le note salienti del d.lgs. 2 febbraio 2002, n.24i questa legge, che ha apportato in Italia cambiamenti notevoli e che deve ancora essere molto approfondita nella sua struttura e nei suoi significati all’apparenza meno chiari. Anche questo è un argomento sul quale sarà forse necessario tornare (suggeritemelo voi), magari prendendo in considerazione separatamente le varie parti della legge.

©2003 Paolo Triberti e Port@Lex.it, Tutti i diritti riservati.
Per riprodurre, anche in parte, il contenuto di questo testo, è obbligatorio citare l’autore.

Il testo completo della Direttiva UE e del d.lgs. Italiano sulle garanzie lo trovate su: Consumatori/consum4.html

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NELLE PAGINE PRECEDENTI SI E’ PARLATO DI:

1 Introduzione, il concetto di consumatore, le molte norme a sua difesa.
2 I soggetti che aiutano il consumatore a risolvere i suoi problemi.
3 Le Associazioni per la difesa dei consumatori, la Carta dei servizi.
4 La garanzia sui beni di consumo.

NEI PROSSIMI MESI AFFRONTEREMO QUESTI ARGOMENTI:

Ancora sulla Carta dei servizi e gli U.R.P. dei servizi pubblici.
La privacy ed il suo elevato valore economico.
Le vendite fuori dai locali commerciali
Ancora sulla garanzia dei beni di consumo.
Le clausole abusive nei contratti dei consumatori.

Aspetto suggerimenti o conferme. Saluti a tutti.

 

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