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Portalex arrow2.jpg - 581 BytesIl Manuale di Sopravvivenza del Consumatore
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ATTENTI AI SALDI

Siamo giunti ad un momento difficile, ma facilmente prevedibile, della storia economica del nostro paese. Dopo due anni di aumenti incontrollati, praticamente oltre il limite della giustizia, la classe dei commercianti dei professionisti e dei fornitori di servizi, sia privati che pubblici, si è resa conto di essere ormai alla fine della miope corsa che ha portato la nazione alla crescita zero ed al rischio di squilibri sociali da medio evo.
In un mio scritto di circa quindici mesi or sono, in cui commentavo la patetica idea dello sciopero dei consumi da attuare per un solo giorno, affermavo che lo sciopero del superfluo, o almeno di quello di cui si può fare veramente a meno, doveva durare ancora per molto, almeno fino ad un segnale di rinsavimento.
Certamente questa frenata dei consumi non è solo frutto di autolimitazioni, ma anche il sintomo dei gravi disagi sociali che investono oltre il 10% della popolazione attiva, che con lo stipendio di sempre improvvisamente non è più in grado di far fronte alle necessità primarie della famiglia. Occorre dunque fare della moderazione una virtù, anche per rispetto a coloro che invece nella moderazione devono vivere per sopravvivere.
Siamo dunque, in questo inizio anno, davanti al solito evento dei saldi; saldi che arrivano dopo un periodo natalizio negativo, che ha dato una grossa lezione a chi meritava di riceverla. Ora però facciamo attenzione a non cascare nei soliti grossi imbrogli che spesso si nascondono dietro la parola SALDO. In particolare vorrei ritornare sull'argomento della garanzia, che rilevo ancora molto controverso e di difficile assimilazione per moltissime persone.


Partiamo dunque dal 30 giugno 2002, giorno in cui è entrato totalmente in vigore il Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n.24, "Attuazione della direttiva 1999/44/CE su taluni aspetti della vendita e delle garanzie sui beni di consumo".(Gazzetta Ufficiale N. 57 del 8 Marzo 2002), che, all'interno del Libro IV del Codice Civile (Delle obbligazioni), ha introdotto una serie di nuovi articoli (da 1519-bis a 1519-nonies), che regolano il nuovo regime.

In sostanza queste norme stabiliscono che ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia (sono quindi esclusi gli acquisti effettuati a titolo professionale o dalle aziende) gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato (attenzione, queste norme non sono applicabili negli scambi tra privati). Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore.

Per noi consumatori italiani si è trattato di una vera rivoluzione, perché eravamo da sempre legati alle garanzie del produttore, ed il venditore non veniva mai interessato dai nostri problemi; ancora di più è stato un dramma per i venditori, i produttori ed i rappresentanti delle aziende straniere, che ancora adesso fanno una ostinata resistenza e non si vogliono adeguare.

Soprattutto nei periodi di saldi alcuni venditori più disonesti di altri hanno il coraggio di dire che la merce in saldo gode di una garanzia limitata, e certi hanno anche il coraggio di scriverlo, ma no è vero, NON E' VERO.

Vediamo quindi cosa stabilisce la normativa:
  • 1 Chi fornisce la garanzia:
  • 2 che cosa copre la garanzia
  • 3 quali sono i rimedi previsti
  • 4 come richiedere gli interventi
  • 5 come agire in caso di inadempienza contrattuale

1 La garanzia viene fornita dal venditore a favore dell'acquirente consumatore, ed è operante per l'acquisto sia di beni che di servizi, per la permuta e per tutti quei contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre. La durata della garanzia è di due anni per i beni nuovi e di almeno un anno per quelli usati. Il termine per far valere il diritto di garanzia è di due mesi dal momento in cui il consumatore ha scoperto il difetto

2 "La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi" Questo vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all'uso per cui era stato acquistato. Se il difetto si presenta nei primi sei mesi, si presuppone esistesse già all'atto dell'acquisto, e semmai è il venditore che dovrebbe dimostrare il contrario; se invece il difetto si manifesta tra il settimo ed il ventiquattresimo mese può accadere, nei casi dubbi, che al consumatore venga richiesto di dimostrare che non è stata una sua attività a causare il difetto.
Per conformità si intende che il bene è effettivamente quel bene che il consumatore voleva acquistare per assolvere un determinato compito; in ogni caso non si intende solamente la mera funzionalità tecnica, ma la conformità comprende anche tutte le qualità del bene, anche dal punto di vista dello stile, della eleganza e dei riflessi che questo bene provoca nella sfera di vita dell'acquirente. Per fare un esempio pratico parliamo di una lavabiancheria, che a causa di un probabile difetto di verniciatura si è arrugginita nella zona anteriore della "carrozzeria" nel periodo coperto dalla garanzia; certo la funzione di "lavaggio" continuava ad essere svolta con la solita efficienza, ma un elettrodomestico vistosamente arrugginito all'interno di una abitazione non era conforme, dal punto di vista ambientale, alla sua funzione. Ovviamente l'azienda ha convenuto che le argomentazioni erano corrette, ed ha provveduto alla sua sostituzione. Questo esempio ci fa capire come la "conformità" vada ben oltre il guasto tecnico; non solo, il bene deve anche corrispondere alle dichiarazioni che il venditore ci fa, quindi se in negozio vi convincono ad acquistare un oggetto assicurandovi che "quasi sicuramente" serve "anche"per i vostri scopi, ma poi non è così, il negoziante si riprenderà indietro il coso e vi restituirà i soldi, o vi rimborserà adeguatamente per l'uso solo parziale che voi potrete farne. Anche la pubblicità è considerata una dichiarazione efficace ai sensi di questa normativa, e quindi anche una promessa avventata di un cartellone pubblicitario, che poi non corrisponde alla realtà, potrà essere fonte di problemi per i venditori. Questa ultima fattispecie, che nel mondo degli adulti ormai difficilmente trova riscontro, è invece ricorrente nel campo dei giocattoli per bambini, dove a fronte di spot da favola ci si trova a volte ad acquistare oggetti assolutamente diversi e non conformi alle promesse della pubblicità. Un discorso a parte sona le "garanzie convenzionali", cioè quegli impegni che vengono offerti da un terzo, solitamente il produttore, e che costituiscono un vincolo per chi li offre, ma non sostituiscono assolutamente la garanzia del venditore, anzi, la legge impone che all'interno della dichiarazione di garanzia sia chiaramente indicato che tale garanzia convenzionale non limita assolutamente i diritti del consumatore derivanti dalla legge. Sono proprio queste limitate garanzie, spesso anche inutili, che inducono in inganno il consumatore.

3 I rimedi previsti variano in base alla gravità del difetto e alle necessità del consumatore. E' infatti possibile, a scelta del consumatore, richiedere la riparazione del bene o la sua sostituzione senza alcuna spesa accessoria, o ancora una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore.

4 Gli interventi devono essere richiesti dal consumatore direttamente al venditore per evitare ogni possibile confusione, sarà poi il venditore, nel caso il difetto sia anche coperto dalla garanzia convenzionale ad indirizzarci ai servizi di assistenza del produttore, ma per evitare di rimanere danneggiati dal classico gioco dello scaricabarile bisogna avere un po' di accortezza. Ricordiamo che ci sono due mesi per denunciare il difetto al venditore, il quale ha un periodo di tempo limitato, ma non stabilito dalla legge, per provvedere alla sistemazione delle cose senza spese per il consumatore. Quindi, non appena sorge il difetto è necessario recarsi dal venditore per presentare il reclamo e la richiesta di sistemazione, se il venditore ci indirizza presso il punto assistenza della casa non perdiamo tempo e vediamo subito di pervenire ad una soluzione definitiva del problema. Alla minima difficoltà e comunque entro i sessanta giorni dall'insorgere del difetto, a meno che questo sia stato sistemato perfettamente, è bene fare una nuova segnalazione al venditore, con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno per ribadire il difetto di conformità in base all'art. 1519bis e seguenti del Codice Civile, elencando minuziosamente il problema insorto e quale è la nostra precisa richiesta (ripristino delle condizioni del bene, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto). In questa maniera avrete mezzo, con le buone o le cattive di ottenere alfine ragione. E ricordate, se anche il venditore si offende per la vostra raccomandata che gli da molto fastidio, è meglio un commerciante offeso che un consumatore imbrogliato.

5 Il grosso problema di tutti i consumatori è: cosa fare quando il venditore del bene difettoso mi ride in faccia, o quando il centro assistenza del produttore mi vuole far pagare le riparazioni perché la garanzia copre solo i difetti insorti nei giorni dispari se c'era la luna piena. Ricapitolando, in caso di difficoltà bisogna subito segnalare il difetto al venditore con raccomandata A.R. imponendo un congruo periodo di tempo al venditore per una risposta. Se trascorso il congruo periodo, 15 giorni dovrebbero essere più che sufficienti, non si ricevono risposte, il Giudice di Pace del tribunale più vicino è la persona giusta per risolvere il problema, perché non costa nulla o quasi e giudica in maniera semplice e veloce. Meglio ancora se vi farete assistere da una associazione per la difesa dei consumatori, che solitamente per pochi Euro vi aiuterà a preparare i semplici documenti necessari. Ricordate che la garanzia dura 24 mesi, e quindi per far valere un difetto dell'ultimo giorno avete tempo fino al ventiseiesimo mese.


E' necessario in ogni caso prendere atto di un fatto importante. E cioè che spesso sono i Consumatori stessi a non utilizzare questi rimedi. E poiché si presume che chi usa gli strumenti informatici debba per forza avere una certa cultura, questi inconvenienti non accadono per ignoranza, ma per negligenza. Spesso, dopo aver speso 2.000 euro per un notebook, perdiamo la possibilità di avvalerci della garanzia per pigrizia nel leggere la documentazione allegata al prodotto, oppure lesiniamo la spese di 20 o 30 euro di consulenza richiesti da una Associazioni per la difesa dei Consumatori, pensando di essere in grado di fare tutto da soli.

Una seconda riflessione riguarda le garanzie convenzionali. Se un produttore, ben conoscendo la legge vigente in tutta Europa non riconosce ai suoi prodotti una garanzia di almeno due anni, ed il venditore dello stesso prodotto, ancora più consapevole di questo fatto, cerca di sfuggire agli obblighi che la legge gli impone, vuol dire che entrambi sono consapevoli della scarsa affidabilità di questi beni e quindi non vogliono correre rischi; rischi che si riversano ovviamente sul consumatore. Attenti dunque, se un prodotto fatto per durare non viene garantito integralmente dal suo produttore per almeno due anni significa che questi non crede nella validità di quello che vi vende. Ed allora perché acquistarlo?

Molto spesso, quando si acquista un prodotto si tende prestare attenzione agli aspetti tecnici, al prezzo, agli accessori e ad altre mille cose, ma raramente si presta attenzione alla garanzia, eppure questa è una delle componenti basilari del concetto di qualità del prodotto, ed è uno dei maggiori costi che il produttore deve sopportare, quindi è ovvia la sua voglia di sfuggire ai suoi costosi obblighi. Altrettanto spesso il venditore, aiutato da questa nostra dabbenaggine, glissa sull'argomento, o da risposte vaghe e fuorvianti, per non ammettere ciò che la legge gli impone. Se esaminiamo la garanzia convenzionale offerta dai produttori di computer ad esempio vediamo che pochi offrono una copertura totale e completa per due anni, ma inventano mille eccezioni e distinzioni per aggirare le responsabilità, inoltre alcune grandi catene di vendita hanno preso l'abitudine di indicare "garanzia del produttore" come se questo termine li potesse assolvere da ogni problema. Invece non è così, perché la legge non ammette clausole del genere. Quindi fatevi spiegare bene il significato di questa regola ed al minimo segno di insofferenza o incertezza del venditore scappate, perché state per essere ingannati.

Una ultima raccomandazione per quanto riguarda i monitor, televisori e portatili con schermo a cristalli liquidi: il difetto principale che affligge questi apparecchi è la morte dei pixel, ma non tutti i pixel hanno la stessa importanza. In generale si può dire che la normativa ISO13406 prevede, a seconda della grandezza dello schermo e della tipologia dei pixel, quando un apparecchio difettoso è da cambiare. Non tutte le case però la seguono completamente, quindi prima di fare un acquisto accertatevi minuziosamente sulle norme di garanzia, perché un acquisto avventato potrebbe darvi seri grattacapi.

La parola d'ordine quindi è: STARE IN GUARDIA. Prestare la massima attenzione quando si compra un bene, perché oltre alla qualità del prodotto occorre anche fare attenzione alla qualità del venditore. Leggere con cura il libretto di istruzioni e le clausole di garanzia, e chiedere ad un esperto se qualche clausola sembra poco comprensibile. In caso di difetti rivolgersi subito al venditore, direttamente e di persona; poi, in caso di contestazioni passare immediatamente ad una notifica per raccomandata e, se l'importo è appena apprezzabile, chiedere l'assistenza di una Associazioni per la difesa dei Consumatori.

Spesso la soluzione ai nostri problemi è più facile da raggiungere di quanto può sembrare a prima vista.

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