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Il manuale per la sopravvivenza del Consumatore/10
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Le garanzie al tempo dei saldi --- --- ---
I contratti dei consumatori
Le vendite On Line ed a Distanza

Peculiarità delle leggi sulle vendite atipiche Parte terza
La vendita a distanza di servizi finanziari

Con l'emanazione della Direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, concernente "la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori, e che modifica le direttive 90/619/CEE del Consiglio, 97/7/CE e 98/27/", l'Unione Europea ha infine completato il quadro di protezione del consumatore nel campo delle vendite atipiche, vale a dire al di fuori dei locali commerciali, cioè porta a porta, mediante gite turistiche promozionali o addirittura tramite azioni commerciali svolte per la strada o a distanza, con mezzi quali la posta, o via televisione o internet.

L'Unione Europea aveva dato tempo ai singoli paesi fino al 9 ottobre 2004 per compiere il dovuto atto di recepimento, cioè accogliere la Direttiva nei singoli sistemi giuridici nazionali per mezzo di apposite leggi; come al solito il parlamento italiano è in ritardo, e ne ha deciso la recezione entro il 30 maggio 2005. Ovviamente questo non deve turbare il sonno di quanti ritengano di aver bisogno di queste norme già da oggi, in quanto, essendo la Direttiva, perfetta e completa in tutte le sue parti, è self-executing, ossia può già essere utilizzata dalla magistratura fin da ora.

La Direttiva concerne dunque la protezione del consumatore per quanto riguarda la vendita a distanza di servizi finanziari, fornendo un grado di protezione dagli abusi molto elevato, e fornisce anche alcune definizioni che hanno portata più generale e risolvono alcuni vecchi problemi di interpretazione, primo fra tutti il concetto di "supporto durevole".

Alcune definizioni più comuni, come quelle di "contratto a distanza", "consumatore", "tecnica di comunicazione a distanza", "operatore o fornitore di tecnica di comunicazione a distanza", richiamano le precedenti direttive sulle vendite atipiche (vedi le lezioni 8 e 9), mentre nuove ed importanti sono la definizione di "servizio finanziario", indicato come qualsiasi servizio di natura bancaria, creditizia, assicurativa, servizi pensionistici individuali, di investimento o di pagamento, comprendendo quindi anche la sottoscrizione di un contratto con un fondo pensioni; e la definizione di"supporto durevole": qualsiasi strumento che permetta al consumatore di memorizzare informazioni a lui personalmente dirette in modo che possano essere agevolmente recuperate durante un periodo di tempo adeguato ai fini cui sono destinate le informazioni stesse, e che consenta la riproduzione immutata delle informazioni memorizzate.

Il punto focale della normativa si concentra sulla necessità che al consumatore sia data una corretta ed approfondita conoscenza preliminare sul contratto che gli viene sottoposto, tenuto conto, soprattutto, che il fornitore del servizio finanziario potrebbe anche essere stabilito in un altro stato dell'Unione; tra queste informazioni, essenziale è inoltre quella sulla facoltà di ripensamento, che è assolutamente irrinunciabile.

L'art. 3 elenca le informazioni che devono essere fornite al consumatore prima della conclusione del contratto, e che riguardano: il fornitore, il servizio finanziario, il contratto a distanza, le possibilità di ricorso; queste informazioni devono essere fornite in forma chiara e comprensibile, con qualunque mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza utilizzata, tenendo debitamente conto in particolare dei principi di buona fede nelle transazioni commerciali e dei principi che disciplinano la protezione delle persone che, secondo la legislazione degli Stati membri, sono ritenute incapaci, quali i minori; e deve essere assolutamente chiaro al consumatore che gli vengono fornite al fine di concludere un contratto di vendita.

In particolare, il fornitore deve fornire indicazioni circa la sua identità, la sua attività principale, l'indirizzo geografico dove il fornitore è stabilito e qualsiasi altro indirizzo rilevante nei rapporti con il consumatore;

l'identità e l'indirizzo del rappresentante del fornitore stabilito nello Stato membro di residenza del consumatore quando tale rappresentante esista;

il registro di commercio in cui il fornitore è iscritto e il numero di registrazione o un elemento equivalente per identificarlo nel registro;

gli estremi della competente autorità di controllo qualora l'attività del fornitore sia soggetta ad autorizzazione.

il servizio finanziario deve essere descritto nelle sue principali caratteristiche, compreso il prezzo totale che il consumatore dovrà corrispondere al fornitore inclusi tutti i relativi oneri, commissioni e spese e tutte le imposte versate tramite il fornitore o, se non è possibile indicare il prezzo esatto, la base di calcolo del prezzo, che consenta al consumatore di verificare quest'ultimo;

se del caso, un avviso indicante che il servizio finanziario è in rapporto con strumenti che implicano particolari rischi dovuti a loro specifiche caratteristiche o alle operazioni da effettuare, o il cui prezzo dipenda dalle fluttuazioni dei mercati finanziari su cui il fornitore non esercita alcuna influenza, e che i risultati ottenuti in passato non costituiscono elementi indicativi riguardo ai risultati futuri;

l'indicazione dell'eventuale esistenza di altre imposte e/o costi non versati tramite il fornitore o non fatturati da quest'ultimo;

il periodo durante il quale sono valide le informazioni fornite;

le modalità di pagamento e di esecuzione;

qualsiasi costo specifico aggiuntivo per il consumatore relativo all'utilizzazione della tecnica di comunicazione a distanza, se addebitato;

l'esistenza o la mancanza del diritto di recesso del contratto a distanza conformemente all'articolo 6 e, se tale diritto esiste, la durata e le modalità d'esercizio, comprese le informazioni relative all'importo che il consumatore può essere tenuto a versare, nonché alle conseguenze derivanti dal mancato esercizio di detto diritto;

la durata minima del contratto a distanza, in caso di prestazione permanente o periodica di servizi finanziari; le informazioni relative agli eventuali diritti delle parti, secondo i termini del contratto a distanza, di mettere fine allo stesso prima della scadenza o unilateralmente, comprese le penali eventualmente stabilite dal contratto in tali casi;

le istruzioni pratiche per l'esercizio del diritto di recesso, comprendenti tra l'altro l'indirizzo a cui deve essere inviata la comunicazione di recesso;

lo Stato membro o gli Stati membri sulla/e cui legislazione/i il fornitore si basa per instaurare rapporti con il consumatore prima della conclusione del contratto a distanza;

qualsiasi clausola contrattuale sulla legislazione applicabile al contratto a distanza e/o sul foro competente; la lingua o le lingue in cui sono comunicate le condizioni contrattuali e le informazioni preliminari, nonché la lingua o le lingue in cui il fornitore, con l'accordo del consumatore, s'impegna a comunicare per la durata del contratto a distanza;

l'esistenza o la mancanza di procedure extragiudiziali di reclamo e di ricorso accessibili al consumatore che è parte del contratto a distanza e, ove tali procedure esistono, le modalità che consentono al consumatore di avvalersene;

l'esistenza di fondi di garanzia o di altri dispositivi di indennizzo, non contemplati dalla direttiva 94/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, e della direttiva 97/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 marzo 1997 relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori.

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Inoltre, in caso di comunicazioni telefonica, l'identità del fornitore e il fine commerciale della chiamata devono essere dichiarati in maniera inequivoca all'inizio di qualsiasi conversazione; e devono essere fornite, previo consenso formale del consumatore, solo le informazioni seguenti: - l'identità della persona in contatto con il consumatore e il suo rapporto con il fornitore, - una descrizione delle principali caratteristiche del servizio finanziario, - il prezzo totale che il consumatore dovrà corrispondere al fornitore per il servizio finanziario, comprese tutte le imposte versate tramite il fornitore o, se non è possibile indicare il prezzo esatto, la base di calcolo del prezzo, che consenta al consumatore di verificare quest'ultimo, - l'indicazione dell'eventuale esistenza di altre imposte e/o costi non versati tramite il fornitore o non fatturati da quest'ultimo, - l'esistenza o la mancanza del diritto di recesso e, se tale diritto esiste, la durata e le modalità d'esercizio, comprese le informazioni relative all'importo che il consumatore può essere tenuto a versare. Il fornitore comunica al consumatore che altre informazioni sono disponibili su richiesta e ne precisa la natura.
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Il fornitore del servizio finanziario deve comunicare al consumatore tutte le condizioni contrattuali nonché le informazioni precedenti su supporto cartaceo o su un altro supporto durevole, disponibile ed accessibile per il consumatore, prima che il consumatore sia vincolato da un contratto a distanza o da un'offerta. (I "supporti durevoli", secondo la definizione del legislatore, comprendono in particolare i dischetti informatici, i CD-ROM, i DVD e il disco fisso del computer del consumatore che tiene in memoria messaggi di posta elettronica, ma non comprendono i siti Internet se non in particolari casi)

Il fornitore ottempera all'obbligo subito dopo la conclusione del contratto a distanza, se quest'ultimo è stato concluso, su richiesta del consumatore, utilizzando una tecnica di comunicazione a distanza che non consente di trasmettere le condizioni contrattuali né le informazioni.
In qualsiasi momento del rapporto contrattuale il consumatore, se lo richiede, ha il diritto di ricevere le condizioni contrattuali su supporto cartaceo. Inoltre il consumatore ha il diritto di cambiare la tecnica di comunicazione a distanza utilizzata, a meno che ciò non sia incompatibile con il contratto concluso o con la natura del servizio finanziario prestato.

Il consumatore dispone di un termine di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto senza penali e senza dover indicare il motivo (Art. 6). Tale termine è esteso a trenta giorni di calendario per i contratti a distanza aventi per oggetto le assicurazioni sulla vita e le operazioni aventi ad oggetto gli schemi pensionistici individuali.
Questo termine di quattordici o trenta giorni decorre:
- dalla data della conclusione del contratto, tranne nel caso di tali assicurazioni sulla vita, per le quali il termine comincia a decorrere dal momento in cui al consumatore viene comunicato che il contratto è stato concluso;
- oppure dalla data in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali e le informazioni, se tale data è successiva a quella della conclusione del contratto.

Attenzione, il diritto di recesso non si applica: ai servizi finanziari il cui prezzo dipende da fluttuazioni del mercato finanziario che il fornitore non è in grado di controllare e che possono aver luogo durante il periodo di recesso; quali ad esempio operazioni di cambio, strumenti del mercato monetario, valori mobiliari, contratti a termine su cambi o tassi di tipo FUTURES, FRA, SWAPS, EQUITY SWAPS; polizze di assicurazione viaggio e bagagli o analoghe polizze assicurative a breve termine di durata inferiore a un mese; contratti interamente eseguiti da entrambe le parti su richiesta esplicita del consumatore prima che quest'ultimo eserciti il suo diritto di recesso.

Esercizio del diritto di recesso: il consumatore che intende recedere dal contratto invia, prima dello scadere del termine, secondo le istruzioni pratiche che gli sono state fornite prima della conclusione del contratto (articolo 3, paragrafo 1, punto 3, lettera d), una comunicazione che costituisca un mezzo di prova conformemente alla legislazione nazionale. Il termine si considera rispettato se la comunicazione, sempreché effettuata per iscritto o mediante altro supporto durevole disponibile e accessibile al destinatario, sia inviata anteriormente alla scadenza del termine. (Poiché il Decreto di attuazione non è ancora stato emanato, si può presumere che saranno utilizzate le stesse misure previste per la direttiva sulle vendite a distanza, che recita: "Il diritto di recesso si esercita con l'invio, entro il termine previsto, di una comunicazione scritta al fornitore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive".

In caso siano stati stipulati contratti aggiuntivi a quello principale, questi in caso di recesso seguono la stessa sorte del contratto principale.

Questi articoli non si applicano ai contratti di credito (finanziamenti) derivanti e collegati ad atti di vendita diversi, quali le vendite a distanza o le vendite in multiproprietà, perché il recesso è già disciplinato all'interno delle rispettive normative.

Il diritto di recesso non implica penali di nessun genere, ma il Consumatore può essere tenuto a pagare l'importo del servizio finanziario effettivamente già prestato dal fornitore conformemente al contratto a distanza. L'esecuzione del contratto può però iniziare solo previo consenso del consumatore. Il fornitore non può in alcun caso esigere tale pagamento se ha dato inizio all'esecuzione del contratto prima della scadenza del periodo di esercizio del diritto di recesso senza che vi fosse una preventiva richiesta del consumatore.

Il fornitore è tenuto a rimborsare al consumatore, quanto prima e al più tardi entro 30 giorni di calendario, tutti gli importi da questo versatigli in conformità del contratto a distanza, ad eccezione dell'importo relativo a servizi già prestati con l'accordo del Consumatore; . Il consumatore restituisce al fornitore quanto prima, e al più tardi entro 30 giorni di calendario, qualsiasi importo e/o bene che abbia ricevuto da quest'ultimo. Il periodo decorre dal giorno in cui il consumatore invia la comunicazione di recesso.

Se il pagamento di un servizio finanziario a distanza è avvenuto utilizzando in maniera fraudolenta la carta di pagamento di un consumatore, questi deve essere messo in grado di richiedere l'annullamento di tale operazione e gli deve venir riaccreditato o rimborsato l'intero l'importo versato.

È assolutamente vietato fornire ad un consumatore servizi a pagamento non richiesti. Nel caso comunque ciò avvenisse il consumatore non è tenuto al pagamento, ed il suo silenzio non deve essere inteso come tacito assenso.

Le comunicazioni riguardanti servizi finanziari non possono essere inviate al consumatore via fax senza un suo assenso e per altri tipi di comunicazione diretta occorre l'assenso o almeno la mancanza di una manifesta opposizione.

I legislatori nazionali devono prevedere sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive nei casi in cui al consumatore non sia consentito di risolvere il contratto in qualsiasi momento, senza costi e senza penali.

I consumatori non possono rinunciare a questi diritti, ne è consentito applicare ai consumatori leggi di un paese diverso, per aggirare le tutele riconosciute da questa Direttiva.

L'onere della prova dell'ottemperanza del fornitore a tutti gli obblighi previsti dalla direttiva sono a carico del fornitore stesso. L'eventuale rovesciamento di questo onere costituisce clausola abusiva ed inapplicabile.

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Riassumendo, questa Direttiva, che presto diverrà anche legge dello Stato Italiano, si affianca alla parallela normativa sui contratti a distanza "generici", occupando il vuoto normativo che era stato lasciato appositamente per regolarei servizi finanziari.

L'avvento di Internet e delle nuove tecnologie di informazione consentono ormai ai consumatori di tutta l'Unione di poter utilizzare molti servizi, tra i quali anche quelli finanziari, semplicemente utilizzando i mezzi di comunicazione a distanza, indipendentemente dal fatto che i due contraenti si trovino nello stesso stato membro oppure no. Queste norme nascono quindi per fare ordine in un mercato in continua evoluzione, con l'intento di favorire la concorrenza e diminuire i costi per i consumatori. La Direttiva non ostacola dunque i contratti, ne li codifica, ma si limita a precisare quali sono le informazioni minime che il consumatore deve ottenere prima di stipulare un contratto, e quanti giorni sono accordati al consumatore dopo la firma per poter meglio ponderare l'acquisto e decidere se recedere o proseguire.
Ovviamente a questa Direttiva si legano poi tutte le altre norme che regolano i contratti dei consumatori, quali il Regolamento sulla "Competenza giurisdizionale", la Direttiva sulle "Clausole Abusive" ecc.

©2003-2005 Paolo Triberti e Port@Lex.it, Tutti i diritti riservati. Per riprodurre, anche in parte, il contenuto di questo testo, è obbligatorio citare l'autore.

Aggiornamento del 10/03/2005

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